DOMANDE FREQUENTI
a cura del novizio Brante
Domande e risposte su: Il sito | I curatori | L’abbazia | I contenuti | Carta vs Digitale
Il sito
• Che cos’è Lo Scriptorium?
È una rivista digitale che si occupa di editoria e libri.
• Perché si chiama “Lo Scriptorium”?
Perché è qui che lavoriamo. Il maestro studia e archivia pergamene, io scansiono e metto online. Qui si scrive, sul sito si scrive… Dai, non è proprio proprio un collegamento inafferrabile.
• Avete canali social?
No.
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I curatori
• Chi sono Veliante e Brante?
Fra Veliante è il maestro dello Scriptorium, il responsabile della biblioteca e il creatore originale di questo sito, prima del mio arrivo. È un tedesco burbero e colto, specie dopo una pinta di birra, con una grande conoscenza dei passaggi segreti che conducono alle cucine. È un recensore spietato, un docente malvagio e un collezionatore compulsivo di libri – va bene ogni formato dal papiro in avanti, tranne gli eBook perché “se non devono essere spolverati non esistono”.
Brante sono io, novizio della biblioteca, ossia lo schiavo di fra Veliante. Dovrei imparare da lui, scansionare i libri più antichi e metterli online o anche solo finire di contare i saloni della biblioteca, e invece riordino, spolvero, ripongo…
• Perché Veliante ama la carta?
Perché è vecch tradizionalista. Ama ciò che può toccare, accumulare ed esporre (tutte e tre le cose maniacalmente). Pensa che i libri sopravvivranno in eterno e gli eBook no, forse perché ha visto un film post-apocalittico in cui la civiltà regredisce alle caverne e pensa possa succedere davvero.
• Perché Brante ama gli eBook?
Perché posso potenzialmente avere la produzione letteraria di una nazione in tasca e leggerla quando e dove voglio scaricando quel che mi occorre dai miei server. La carta non può essere restaurata in eterno, motivo per cui i libri devono essere ristampati di continuo. Un CTRL+C, invece, è più rapido e può arrivare agli antipodi in un paio di secondi, rivisto, corretto e tradotto. Gli eBook sono economici e facilmente trasportabili; è difficile considerare la cosa un problema. Il maestro sostiene sia difficile considerare la cosa un libro. 😒
• Posso contattarvi?
Consulta la sezione Info.
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L’abbazia
• Voglio visitare Roccafosca! Dove si trova?
Sulla dorsale appenninica, tra Toscana, Umbria e Marche. Vi sarà aperto solo se porterete in dono un libro decente, quindi scegliete bene: i lupi della zona sono mansueti, ma abbiamo addestrato i cinghiali a caricare al minimo sentore di banalità.
• Quando è stata fondata l’abbazia?
Consulta la sezione Storia.
• Quanti monaci ci sono?
Siamo quarantatré, compresi novizi, cucinieri, stallieri, conversi, ospitalieri e ovviamente gli archivisti e Sua Virilità l’Abate Roldano.
• Posso diventare un novizio?
Dipende: ti piace spolverare? Comunque no, bisogna prima ricevere la Chiamata.
Telefonica.
Dall’Abate.
• Roccafosca è un’istituzione religiosa?
No. Molti monasteri sono slegati da culti organizzati. Ci piace quel modo di vivere, la scansione della giornata è funzionale, lavoro e canti ci mantengono uniti. Il nostro scopo è curare ed espandere la biblioteca, non vivere in funzione di un unico titolo. Siamo guidati da un abate, questo sì. Il grosso, minacc autorevole, sensibile Abate Roldano che noi tutti adoriamo, rispettiamo e seguiamo spontaneamente e non sotto intimidazioni.
• Che cos’è l’Archivio di Roccafosca?
La nostra collezione. È il cuore dell’abbazia, il motivo della sua esistenza e del nostro lavoro. È forse la più vasta raccolta di conoscenze di ogni tempo e paese, catalogate, archiviate e conservate su svariati livelli. Grazie a me, anche in digitale. Centinaia di migliaia di rotoli, pergamene, volumi. Non dico per vantarmi.
• Cosa contiene?
Oh, cosette. Libri che non si trovano facilmente in libreria, ecco. Ma non mi è permesso dire niente delle Ipotesi di Aristarco o di quella prima edizione del Cardenio. Spiacente.
• Posso accedere alla biblioteca?
No. Per ora possono solo i monaci. Ma presto o tardi digitalizzerò ogni cosa e allora chiunque potrà accedere da remoto.
• Perché Brante vuole digitalizzare l’Archivio?
Tecnicamente lo vuole Roldano, il nostro Stupendamente Magnifico Abate. La carta si decompone, governi scellerati mettono libri al bando, gli incendi scoppiano all’improvviso, i tubi scoppiano. I laboratori di digitalizzazione al primo piano servono a limitare i danni. Da lì, una volta che ho finito, il maestro riprende papiri e pergamene (credo perché solo lui possa toccarli da lì in avanti); io controllo solo l’integrità dei backup e la condivisione.
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I contenuti
• Di cosa si parla sullo Scriptorium?
Di letteratura, editoria, narrativa e narratologia. Questo comprende romanzi, autori, generi letterari, traduzioni, adattamenti, regole di scrittura, questioni editoriali e il rapporto fra libri e lettori.
• Scrivete recensioni?
Per ora no, ma potremmo cambiare idea. Qualora accadesse, mai, mai recensiremmo qualcosa che sia stato pubblicato con contributo.
• Perché non vi piace l’editoria a pagamento?
La pubblicazione professionale prevede che sia l’editore a investire sull’autore e a farsi carico dei costi. Quando accade il contrario si parla di vanity press (≠self-publishing), che offre servizi editoriali a pagamento, spesso privi di distribuzione o selezione basata sul merito, slegati dalle reali potenzialità di mercato del libro.
• Ogni quanto viene pubblicato un nuovo articolo?
Non c’è una cadenza fissa, ma diciamo ogni due settimane circa.
• Sotto quale licenza sono pubblicati gli articoli del sito?
Consulta il footer per i dettagli. Ma, per riassumere: puoi prendere un nostro testo e farlo girare, ma devi indicare chiaramente chi l’ha scritto e mettere un link alla fonte originale. Non puoi spacciarlo per tuo. Non puoi guadagnarci un solo euro, quindi niente riviste a pagamento, sponsorizzazioni legate a quel pezzo, inserimento in raccolte a scopo di lucro. Se ci fai soldi, violi la licenza. Devi pubblicare il testo così com’è, dall’inizio alla fine, oppure non si tocca. È vietato fare tagli, modifiche, riassunti, traduzioni o usarlo come base per un altro articolo. Sono concesse brevi citazioni (non stralci consistenti).
In sintesi: puoi condividerlo integralmente e gratis, purché lasci nome e link dell’autore intatti senza cambiare una virgola.
• Perché gli articoli sono lunghi?
Non sono lunghi: sei abituatǝ a reel di sette secondi.
La brevità non è un criterio di qualità, né un sinonimo; un articolo sarà lungo quanto l’argomento richiede. Il tempo dedicato a ciò che vale la pena leggere è sempre tempo ben speso.
• Scriptorium, monaci, un’abbazia… È un sito sul fantasy?
No. Il fantasy è un argomento interessante, ma non ci limitiamo a quello. Il sito comprende contenuti che spaziano dalla narrativa alla storia editoriale, dalle traduzioni agli adattamenti, dagli autori ai rapporti fra lettura e media.
La biblioteca sarebbe piuttosto triste, se avesse un solo scaffale.
Curioso che molti di voi colleghino l’idea di persone religiose al fantasy.
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Carta vs Digitale
• Siete a favore dei libri cartacei o digitali?
Siamo a favore dei libri. Be’, io preferisco leggere in digitale perché non me ne importa un tubo dell’odore della carta o della sensazione della cellulosa al tatto. Un attimo che chiedo al maestro… Il solito: se non puoi spolverarlo non esiste e bla bla bla.
• Il digitale sostituirà la carta?
Spero di sì, sarebbe un bene per l’ambiente. Il maestro Veliante sostiene che la carta non dovrebbe sparire perché rappresenta un ottimo backup dei testi. Sì, gli ho insegnato una parolina nuova, sono molto orgoglioso.
• E quindi chi vincerà?
Le due tecnologie coesisteranno ancora per un bel pezzo, ma gli eBook restano più condivisibili e più in fretta, non rischiano di incenerirsi per un cortocircuito. Il mio server potrebbe danneggiarsi, certo; per questo ne ho sette identici. Il maestro sostiene che Roccafosca non sia sopravvissuta per più di mille anni scegliendo un solo supporto, bensì adattandosi. Fino al prossimo terremoto, naturalmente, ma questo non vuole sentirlo. Ah, be’, la discussione continua.